#31 NOTTURNO VIETNAMITA

IMG_1700Ascolto il racconto di Tu mentre sgrano una pannocchia arrostita nella penombra della sua cucina. Riesco ad intravedere appena i nostri profili rischiarati dal fuoco che arde al centro della stanza e, cullata da questa atmosfera, mi lascio andare alle immagini di un Vietnam degli anni ’70, quelli della giovinezza di Tu e della sua lotta per garantire una vita serena ai propri figli.Parlare del mio villaggio e della mia storia è un piacere, mi permette di far conoscere quest’angolo di mondo anche a chi magari non incontrerò personalmente nel corso della mia vita. Vivo ad An Lac da quasi cinquant’anni, ma non sono nato qui. La mia famiglia è originaria della Provincia di Nghe An, al centro del Paese, ma ci siamo trasferiti più a Nord quando scoppiò la guerra. Mio nonno diceva che il Nord era più sicuro, così siamo arrivati nella Provincia di Son Dong.  Molte altre persone fecero come noi, perché al tempo della guerra contro gli americani era più sicuro vivere al Nord piuttosto che al Sud. Avevo 11 anni.Nonostante fossi un ragazzino ho ricordi molto precisi di quanto accadeva in Vietnam in quel periodo, ricordo la precarietà della vita, le difficoltà che dovevamo affrontare anche per svolgere il più semplice gesto quotidiano; ricordo benissimo la paura ed il perenne stato di allerta, ricordo la povertà. La vita era molto, molto dura. A quell’epoca vigeva ancora il sistema economico di sussistenza: lavoravamo e vivevamo collettivamente, come fossimo una cooperativa. Coltivavamo il riso e poi dividevamo equamente il raccolto, secondo il lavoro che ognuno aveva svolto. Ogni aspetto della nostra vita era gestito dal Governo e noi avevamo una tessera annonaria sulla quale erano indicate le tipologie e le quantità di cibo che potevamo acquistare; a seconda del numero dei membri di una famiglia, cioè, potevamo comperare una certa quantità di carne, ad esempio, oppure di scarpe… ogni mese avevamo precise quantità da rispettare. Ed era difficile pensare di non poter decidere autonomamente ciò di cui avevi bisogno. Anche se avevamo dei soldi da parte non potevamo comprare ciò che ci serviva, a meno che non l’avesse deciso il Governo. Era dura da accettare, ma d’altra parte la nostra vita era più semplice. Vivevamo assieme ad altre persone perciò si pensava prima di tutto al bene della comunità, mentre oggi la società è più individualista. Oggi la vita è certamente più confortevole, puoi vederlo anche tu, ma le persone non sono più abituate a pensare al gruppo, alla dimensione cooperativa.

Le famiglie erano molto numerose e nelle case non esistevano porte né muri; la nostra ad esempio era in bambù ed usavamo delle tende per separare i vari ambienti della casa. Anche gli edifici pubblici erano delle semplici costruzioni in bambù. Avevamo però dei rifugi nei quali potevamo nasconderci quando iniziavano i bombardamenti. Nella nostra casa avevamo scavato un rifugio sotto i nostri letti, così, se per caso avessero cominciato a bombardare durante la notte, ci saremmo potuti nascondere lì sotto. In quel periodo ho visto tante cose che non dimenticherò mai, avevamo sempre paura che succedesse qualcosa di terribile. Una volta sono stato testimone di un bombardamento che ha ucciso 11 persone del mio villaggio, lo ricordo ancora. Ho visto delle persone morire. In quell’occasione un altro ragazzo che aveva la mia stessa età e si chiamava Tu come me, morì. Io stavo portando i bufali al pascolo, come facevo spesso, così quando mio padre apprese la notizia del bombardamento pensò che quel Tu morto fossi io. Intanto le bombe cadevano a soli 20 metri di distanza. Le persone erano costrette a lavorare di notte, mentre noi dovevamo mimetizzarci con foglie e cespugli per andare a scuola ed evitare di essere visti dai nemici. Poi sono entrato nell’esercito. Fui spedito in Cambogia per due anni, fino al ’79. Nel febbraio di quell’anno rientrammo da Siem Reap e allo stesso tempo anche i cinesi si ritirarono dal Nord del Vietnam.
Mi sono sposato ed ho avuto tre figli. Io e mia moglie siamo contadini, come vedi non siamo ricchi, ma la nostra vita è migliorata rispetto al passato. I nostri figli sono cresciuti ed ora sanno badare a loro stessi. Si sono sposati ed hanno avuto a loro volta dei figli. Siamo rimasti in due perciò non ci serve granché per vivere. Coltiviamo tutto ciò che mangiamo, il riso, il bambù, le verdure… ciò che ci avanza lo usiamo per sfamare gli animale, oppure lo vendiamo al mercato per guadagnare qualcosa. IMG_1761

Recentemente abbiamo preso parte alla creazione di una rete di turismo sostenibile assieme a GTV. Abbiamo seguito una formazione per imparare come accogliere i turisti nella nostra casa, siamo diventati  una homestay. Molte persone vengono a visitare la foresta di Khe Ro e noi ospitiamo i turisti a casa nostra per la notte. Offriamo colazione e cena, tutti gli alimenti sono di nostra produzione. È una bella opportunità per noi perché ci piace conoscere persone nuove, stare in compagnia, e allo stesso tempo possiamo guadagnare qualcosa. A volte accompagno i turisti nella foresta, faccio loro scoprire i fiumi e la natura. Alcuni di loro venendo qui scoprono la campagna per la prima volta e ne rimangono affascinati. Sono soprattutto giovani alla ricerca di una vacanza avventurosa. Quando ospito qualcuno sono sempre felice di stare in compagnia, spero che il numero di turisti cresca di anno in anno. Vorrei che la foresta di Khe Ro fosse conosciuta da molte persone, anche dagli stranieri. Per questo vorrei imparare l’inglese. Così potrei comunicare con chi non conosce il vietnamita. Potrei accogliere al meglio le persone che vengono a visitare la nostra zona, raccontare loro le nostre tradizioni ed il nostro stile di vita, tramandare la semplicità dei gesti che accompagna la nostra vita quotidiana. Non desidero nient’altro. IMG_1763

di Anna Brian

CONTESTO
La guerra del Vietnam è stata combattuta tra il 1960 e il 1975, tra le forze insurrezionali filo-comuniste e il governo filo-americano costituito nel Vietnam del Sud. Il governo autoritario del Sud, nato nel 1945 dopo la guerra d’Indocina, era supportato dagli Stati Uniti d’America, mentre il Vietnam del Nord si muoveva in aiuto delle forze filo-comuniste dell’Fronte di Liberazione Nazionale,
La guerra è terminata il 30 aprile 1975 con la caduta di Saigon, la sconfitta del governo del Sud e la riunificazione sotto il controllo del Nord con il nome di Repubblica Socialista del Vietnam.
Il distretto di Son Dong si trova nel Nord del Vietnam, a circa 150 km dalla capitale Hanoi. Il distretto è estremamente povero, la popolazione vive prevalentemente di agricoltura e di sfruttamento delle risorse forestali, in particolare nella riserva naturale di Khe Ro, parte della foresta di Tay Yen Tu.
PROGETTO
Il progetto di ecoturismo prevede la realizzazione di un circuito turistico eco-responsabile e sostenibile, attraverso la creazione di strutture (homestay) di ricettività turistica di base; l’organizzazione di tour guiding; l’inserimento di momenti di animazione e intrattenimento curati da gruppi folkloristici; l’accompagnamento all’avvio di attività generatrici di reddito legate alla produzione di oggetti artigianali; la pianificazione di percorsi di sensibilizzazione riguardo alle condizioni igienico-sanitarie della comunità e attraverso la promozione della foresta vergine di Khe Ro e del prodotto turistico.
Per saperne di più visita il sito www.gtvonline.org
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2 thoughts on “#31 NOTTURNO VIETNAMITA

  1. Paola ha detto:

    Sono una mamma adottiva di un vietnamita , e per me il Vietnam è una seconda patria. Vorrei poter contribuire ad un progetto in questa terra offrendo le mie conoscenze e quelle di mio marito per dare qualche cosa a questo popolo che a me a dato un dono meraviglioso un figlio. Io questo figlio lo preso in prestito dal Vietnam e vorrei un giorno poterglielo restituire pieno di valori che lui possa donare alla sua terra che lo ha generato. Per questo mi piacerebbe poter fare un periodo di volontariato in Vietnam dove poter dare qualche cosa e dare l’opportunità a mio figlio di conoscere le sue origini e imparare il Vietnamita suo desiderio che io sarei felice lui potesse realizzare. Come una pianta ha bisogno di radici per vivere così l’uomo ha bisogno di conoscere le propri origini per diventare adulto. I racconti che ho letto mi hanno fatto credere che potrei essere utile per insegnare una lingua o altro

    1. GTV - Gruppo Trentino di Volontariato ha detto:

      Cara mamma adottiva, la tua storia e i tuoi desideri su tuo figlio ci hanno commosso. Ci piacerebbe aiutarti a realizzare i tuoi sogni di conoscere il vietnam. Per costruire insieme una proposta adatta alle tue esigenze, ti invitiamo a venirci a trovare nel nostro piccolo ufficio di Corso III Novembre 116 a Trento. Il nostro recapito telefonico è 0461.917395. Speriamo di sentirci presto! Francesca e Chiara di GTV
      Inviato alle 12:41 di giovedì

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