#36 FARE QUALCOSA DI BUONO

 

beatriceBeatrice ha 40 anni e tre figlie, di 10, 6 e 1 anno. Trentina, originaria della valle di Primiero, vive nel capoluogo dai tempi dell’università. Dall’arrivo dell’ultima figlia si dedica a tempo pieno alla famiglia. E a GTV, associazione della quale è vicepresidente da 3 anni.

Avrei voluto diventare una cooperante e partire per il sud del mondo ad aiutare i più deboli, ma quando le risorse economiche sono limitate e ti hanno messo in testa che l’obiettivo ultimo di una laurea è il posto fisso in banca… a volte cedi.”

Nel 1993 si iscrive a Economia e Commercio: tappa obbligata, seppur non imposta da nessuno. Trova un appartamento a Trento con altre studentesse e, dopo qualche anno, alla loro porta bussa Thao, una ragazza vietnamita che studia lettere. Non parla molto bene l’italiano ma è intelligente, sveglia, sorridente e, nel giro di pochissimo tempo, si fa capire benissimo da tutti e supera molto bene gli esami all’università. Beatrice è in stanza con lei: “Quando è arrivata, stavo rifacendo il mio letto e lei mi guardava interessata. Mi ha detto di voler imparare da me come si fa, era in Italia e voleva imparare tutto.” Questo atteggiamento è subito piaciuto a Beatrice: come Thao, anche lei voleva conoscere culture diverse, immergersi in esse per capirle davvero e provare a diventare migliore. Ne nasce una bella amicizia: vite diverse, studi diversi, amicizie diverse, ma la sera si ritrovano in stanza insieme, magari prima in cucina, e condividono forse più cose che in una giornata intera. Thao racconta del Vietnam, sguardi su risaie e persone, Beatrice spiega le abitudini e le consuetudini italiane. Nel 2000 la laurea di Beatrice che, abbandonata definitivamente l’idea (degli altri) di lavorare in banca, accetta la precarietà della ricerca universitaria. Nel 2001 la laurea di Thao e la sua partenza per il Vietnam che la aspetta.

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E il Vietnam, nel frattempo, è entrato anche nel cuore di Beatrice: nel 2002, assieme al fidanzato, decide di andare a trovare l’amica, per vedere quel paese verde di cui Thao le aveva tanto parlato. E’ Thao a metterla in contatto con GTV: in questo modo, un indimenticabile – seppur faticoso – viaggio turistico in Vietnam, diventa anche occasione di conoscenza dei progetti portati avanti dall’associazione, nata da poco. Occasione di avvicinarsi ad un Vietnam povero, in difficoltà, ma comunque dignitoso e che non si arrende. Occasione, per Beatrice, di pensare se rimettersi in gioco con la cooperazione internazionale: GTV in Vietnam è molto attivo, porta avanti diversi progetti nelle aree rurali a favore delle fasce più deboli e Beatrice con Gianni si trovano a visitare una scuola per sordomuti, dopo l’incontro con il Comitato Popolare dove viene loro offerto l’immancabile tè verde.

Al ritorno in Italia però il lavoro, benché sempre precario, attende, perché vivere fuori casa costa; Beatrice da un anno è, tra l’altro, impegnata come presidente di una associazione di volontariato per i bambini in ospedale (Abio Trento). Decide quindi di riporre GTV nel cassetto delle cose importanti. Nel 2003 e nel 2008 nascono le prime due figlie, che le cambiano la prospettiva dalla quale guardava il mondo, semplificandola, rendendola più limpida e meno condizionata. Anche Thao, nel frattempo, ha 2 bambini ed entra al Ministero degli Esteri ad Hanoi. Quando, nel 2010, torna in Italia per un breve periodo in ambasciata a Roma, le due amiche, che si erano comunque sentite in quegli anni, riescono a trovarsi e parlarsi di nuovo, in particolare Beatrice spiega a Thao che il suo interesse per il Vietnam e la cooperazione sono sempre vivi.

In quel periodo, con la bambina più piccola che aveva quasi due anni, sentivo una nuova energia dentro di me che finalmente potevo convogliare per ciò che mi appassionava davvero. Parlai con Thao di questo, avevo idee e avevo solo bisogno di qualcuno che le sostenesse. Fu grazie a lei che riuscii a riaprire il cassetto dove tenevo GTV.”

Ora Beatrice finalmente sente di poter investire il suo tempo e le sue idee come aveva sempre desiderato fare. Ed è con questi pensieri che, assieme ad Angiola, sua cara amica conosciuta dall’esperienza di volontariato in Abio Trento, si ripresenta a GTV. Dove credono in queste due nuove persone.

Paolo, l’allora vicepresidente di GTV, mi ha mandato a parlare con la direttrice, Francesca. Non mi aspettavo niente, portavo me stessa, la mia storia, e speravo solo di poter far qualcosa di buono. Francesca accolse me e Angiola con il suo sorriso aperto e, forse proprio perché non credevamo di cambiare il mondo ma solo di migliorarci un po’ insieme a lui, trovò per noi uno spazio tra le tante attività di GTV.

Nel 2011 Beatrice entra nel Consiglio Direttivo di GTV insieme ad Angiola. Attualmente ne è vicepresidente ed è referente del Programma di Sostegno a Distanza (SAD), con il quale le famiglie trentine – tra cui la sua – sostengono i bambini orfani più poveri del distretto di Son Dong affinché possano andare a scuola.

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La tutela dei diritti dei bambini è la tematica che più le sta a cuore. Lo testimoniano la sua tesi di laurea sulla lotta al lavoro minorile, il suo impegno concreto con i bambini in ospedale e, oggi, il suo impegno – diretto e indiretto – con il SAD, alimentato dal pensiero di tornare in Vietnam per vedere e capire cosa poter fare di più e meglio: “Aiutare i bambini mi dona gioia e, soprattutto, mi offre quella sensazione di concretezza, di utilità che nessun’altra occupazione è mai riuscita a darmi. Questa non è retorica, è quello che sento dopo vent’anni passati a chiedermi cosa potevo fare di buono.”

GTV è una associazione che, nella sua mission, si propone di costruire un ponte tra il Trentino e il Sudest asiatico attraverso la cooperazione di comunità. Non elemosina ma condivisione e conoscenza. Ciò significa offrire qualcosa a chi ne ha bisogno ma, contemporaneamente, ricevere qualcosa di “altro” da queste terre lontane: culture, abitudini, pensieri, modi di vivere. Beatrice crede in questo e perciò ha deciso di mettersi in gioco con GTV, piccola Ong trentina.

Non ho mai creduto che le grandi dimensioni portino alla grande qualità. Faremo quel che riusciremo a fare con le nostre piccole forze, ma saremo sicuri di averlo fatto concretamente per una comunità e di averlo fatto dopo averla conosciuta davvero!

 

CONTESTO

La provincia di Bac Giang, che comprende il distretto di Son Dong, è una delle più povere del Vietnam. Le condizioni di vita di molti bambini nati qui sono difficili: oltre ad essere un territorio che vive di agricoltura di sussistenza, la zona, al confine con la Cina, è afflitta dalla piaga del traffico di esseri umani. Accade spesso che giovani donne vengano rapite dalla malavita locale, in accordo con quella cinese, per essere costrette a matrimoni forzati o inserite nel circuito della prostituzione estera. I bambini che restano senza madre sono spesso molto piccoli e, in molti casi, questo li porta a venire abbandonati anche dal padre. Si ritrovano quindi orfani, insieme ai fratelli. La comunità cerca di aiutarli: i vicini di casa, o qualche parente, accolgono i bambini in casa , ma essendo a loro volta estremamente poveri hanno bisogno, per poter sfamare una persona in più, che una persona in più lavori nei campi insieme a loro. Quello che succede, quindi, nella maggior parte dei casi, è che i bambini non possano andare a scuola per aiutare la famiglia durante il giorno. Un altro grosso problema è che la dieta, in queste zone, comprende quasi solamente riso, provocando gravi disturbi di malnutrizione, risentiti in maniera particolare proprio dai bambini.
PROGETTO
Il Sostegno a Distanza di GTV è realizzato in forma personale e rivolto ad un solo bambino. Con 240 euro all’anno il bambino sostenuto può usufruire di 80 g di riso, che vengono consegnati alla famiglia per garantire i pasti completi di ogni giorno e per sopperire alle mancanze causate da una persona in meno al lavoro nelle risaie; di un check up medico periodico; del pagamento delle tasse e del materiale scolastico; di nuovi abiti e di accessori per l’igiene personale.
Con un ulteriore contributo di 60 euro all’anno, alla famiglia o ai tutori del bambino sostenuto viene offerta la possibilità di far parte dei club creati da GTV con l’intento di offrire cicli di formazione specifica in tema di malnutrizione, sicurezza alimentare e contabilità di base, per dar loro accesso ad un fondo di microcredito, attraverso il quale realizzare investimenti fondamentali per un miglioramento a lungo termine della loro condizione, rendendoli autonomi. Per maggiori informazioni visita il nostro sito: www.gtvonline.org

 

 

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