#32 SORRIDERE E FAR SORRIDERE GLI ALTRI

 
elisa bNon c’è nulla di più bello ed emozionante del sorriso di un bambino. Ne ha regalati e ricevuti tantissimi Elisa Bortolamedi, l’educatrice di strada 26enne e trentina che lavora da quattro anni per la Cooperativa Arianna, partner dell’ATB, e in tal modo collabora con i giovani non soltanto in Italia ma anche nella città kosovara di Peja/Peć.È passato tanto tempo dalla sua prima esperienza balcanica, che ricorda con affetto, soprattutto le emozioni provate, quel misto tra paura ed eccitazione che la pervade anche oggi, alla vigilia della partenza.

Niente aspettative, né illusione di grandi scenari. Armata solo dal desiderio di gestire al meglio le quotidiane attività dedicate ai giovani, la prima volta che è partita Elisa è andata in esplorazione di una terra conosciuta soltanto per via delle storie guerra trasmesse dai telegiornali locali nel 1999 quando veniva allontanata dallo schermo per non vedere quelle immagini che i genitori reputavano essere troppo crude per una bambina della sua età.  Ma, come in tutte le cose, lei ha voluto “metterci il naso”, per capire, scoprire e crearsi un’immagine sua di Balcani, quanto più possibile corrispondente alla realtà. Elisa lavora come Educatrice di Strada per la Cooperativa Arianna di Trento che dal 1992 si occupa di minori in situazione di disagio attraverso le attività dei propri servizi dislocati sul territorio del Comune di Trento. Dal 2007 la Cooperativa Arianna diventa partner del Tavolo Trentino con il Kossovo (Oggi ATB) e quell’anno nasce l’idea di realizzare un campo estivo che vedesse coinvolti i ragazzi trentini e quelli kossovari in una serie di attività formative ed animative nella città di Peja. La prima volta a Peja per Elisa è nel 2010, conosceva un po’ il paese ma aveva voglia di vederlo con i suoi occhi. “Tutti mi avevano detto che i Balcani bisogna viverli, per poterli capire” da allora va a Peja/Peć più volte all’anno, non solo in occasione dei campi estivi ma anche per gli incontri di preparazione con lo staff kosovaro ATB e con i vari partner giovanili locali, tra cui NPU e Qendra Rinore Peja. “Quella del campo estivo è un’esperienza”, dice con orgoglio Elisa, “che è cresciuta molto negli anni. La prima volta che la Cooperativa Arianna è stata a Peja/Peć, erano partiti solo tre ragazzi, pochi in confronto al 2012 e 2013, durante i quali il gruppo era formato da 26 partecipanti trentini e una cinquantina di ragazzi kossovari!

balcanimazione Sempre di più vi è il tentativo di portare “in strada” le riflessioni fatte con i giovani partecipanti ai campi estivi attraverso attività che vedono coinvolta l’intera cittadinanza, dove i giovani si impegnano a diffondere gli ideali di DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE ed UGUAGLIANZA attraverso flash mob, mostre e provocazioni urbane proposte nella piazza centrale di Peja“Risulta fondamentale che i giovani sperimentino in prima persona il concetto di “partecipazione” affinché diventino protagonisti del loro presente, per potersi costruire un futuro!” Racconta Elisa. L’anno scorso, in occasione dell’anniversario della convenzione sui diritti d‘infanzia e adolescenza, è stata fatta una sorta di flash mob insieme ai ragazzi dell’associazione giovanile locale NPU e del Qendra Rinore Peja, nella piazza cittadina che ha coinvolto molti peiani. Alle persone si chiedeva di riflettere sulla condizione e i diritti dei bambini in Kosovo, chi decideva di fermarsi ad ascoltare i giovani e si prendeva simbolicamente l’impegno di difendere i diritti dei bambini, in cambio riceveva una coccarda recante la scritta “ambasciatori dei diritti di bambini”. balkan6 “Mi ha colpito molto la popolazione peiana. Si fermavano volentieri, incuriositi forse perché la modalità è nuova e li incuriosiva. Dopo un paio d’ore che eravamo in piazza il corso centrale si era riempito di coccarde colorate appese al petto di tutte le persone che avevano deciso di starci, e di difendere con noi i diritti dei bambini in Kossovo e nel mondo. Si era creata una bella atmosfera, che qui a Trento, in occasioni simili è più difficile da ottenere, forse perché la gente fatica a credere di potersi fermare a parlare e confrontarsi con dei giovani, che non chiedono in cambio soldi, ma solamente IMPEGNO per una causa comune!” Racconta Elisa. “Gli animatori di NPU, che tutto l’anno sono impegnati in attività di animazione con quei bambini, si dicono orgogliosi e felici di condividere con noi quest’esperienza così ricca ed emozionante, dicono che i giorni di animazione e campo estivo siano attesi con grande desiderio dai bambini, in quanto unici momenti di felicità, giochi e sorrisi che riescono a ricavarsi in una vita dura, che fin da piccolissimi li spinge a lavorare o a scendere in strada a chiedere l’elemosina”. Sì, perché, aggiunge Elisa, il quartiere di Shtat Shtatore è il quartiere più povero della città, mancano le infrastrutture, i servizi igienici adeguati. Spesso mancano corrente elettrica e acqua corrente, con conseguenti ovvi disagi per la popolazione ivi residente. La popolazione Kossovara è la più giovane d’Europa e si stima che il 50% degli abitanti sia sotto ai 25 anni d’età. I giovani kossovari sono pieni di grande entusiasmo e spirito d’iniziativa “Qualche tempo un ragazzo ventenne di Peja/Peć mi ha raccontato di essere consapevole del fatto che, per avere nella vita le stesse opportunità di un coetaneo italiano, lui deve lavorare, impegnarsi e studiare molto di più”. Questo spirito d’impegno e sacrificio insieme  alla determinazione a fare grandi cose nella vita, si respirano in maniera evidente a Peja/Peć e diventano l’insegnamento “peer to peer” più prezioso che i ragazzi trenini portano a casa. Quando è partita per la prima volta aveva qualche timore però i ragazzi le avevano reso il compito di educatrice piuttosto facile. Tra coetanei ci si lega, racconta sorridendo, nascono amicizie e relazioni che durano negli anni a seguire. L’interazione tra i giovani trentini e i loro coetanei kosovari è la parte fondamentale, sottolinea Elisa, se non la più importante dell’intero percorso. balk2 Stare insieme e condividere un’esperienza così intensa lascia a ognuno un sapore diverso. Chi è più aperto a lasciarsi coinvolgere, porta con sé tantissime emozioni, soprattutto la gioia che regala l’incontro con i bambini della scuola di Shtat Shtatore dove ogni mattina si fa la colonia diurna. Per i ragazzi che amano il lavoro di squadra ci sono attività e diversi compiti da portare avanti insieme agli amici kosovari, come fare murales, organizzare i turni di pulizie e fare attività di manutenzione varie all’interno e nei pressi del Qendra Rinore Peja. “A volte ci si stanca ma tutto ciò ci rende felici.” Dice Elisa. L’esperienza in Kosovo resta indimenticabile per tutti, che siano ragazzi o educatori come Elisa. Ritornati a Trento, i giovani spesso esprimono il desiderio di ritornare a sorridere e far sorridere i bambini di Shtat Shtatore e a condividere sudore e risate con gli amici pejani. Ridere fa bene all’anima di chi porta il sorriso, come Elisa, ma soprattutto di chi lo riceve. Insieme danno vita ad un sentimento duraturo, nonostante la distanza, fino al prossimo incontro estivo.

di Emina Ristovic

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PROGETTO

Investire nella fascia giovane della popolazione riveste una particolare importanza nei Balcani. Creare occasioni di formazione formale e informale, di scambio e di confronto tra giovani di diverse comunità è indispensabile per tentare di dare loro una prospettiva più aperta, critica e consapevole delle realtà in cui vivono, aiutarli a superare barriere e pregiudizi e a dare loro strumenti per crescere e costruirsi un proprio futuro, per se stessi e per la comunità in cui vivono.

In tal senso alcune delle attività previste si integrano con quelle dell’area memoria e elaborazione del conflitto. Allo stesso tempo queste attività hanno una ricaduta estremamente positiva sul territorio trentino, contribuendo ad allargare gli orizzonti dei giovani coinvolti in tali progetti, stimolandoli ad arricchirsi nella comprensione delle reciproche diversità culturali nonché favorendo la genesi ed il rafforzamento di sinergie tra i diversi gruppi di volontari coinvolti.

In particolare, il campo estivo in Kossovo che prende il nome di BALCANIMAZIONE, è una carovana organizzata dall’Associazione Trentino con i Balcani per conoscere sempre meglio i Balcani. Nell’ambito di questa iniziativa la Cooperativa Arianna propone ai giovani tra i 15 e i 29 anni un campo estivo fatto di creatività, musica, animazione, video, ma anche di incontro tra i giovani trentini e kosovari, insieme per fare un’esperienza che possa diventare patrimonio delle due comunità.

CONTESTO
La città di Peja/Peć si trova nel centro della regione più occidentale del Kosovo, ai piedi delle montagne che si ergono sulla gola della Val Rugova. L’area in cui si trova è di grande interesse storico e geografico e vanta la presenza di importanti simboli delle diverse comunità etniche presenti sul territorio: antiche residenze albanesi (kulle), antiche moschee e il patriarcato ortodosso serbo. Nonostante la guerra sia finita nel 1999, Peja/Peć resta terra di forti differenze. Differenze che richiedono percorsi di elaborazione e trasformazione del conflitto e integrazione sociale, ma che sono anche ricchezze da valorizzare verso la sfida di uno sviluppo consapevole ed integrato. L’associazione Trentino con i Balcani – ATB coordina le esperienze di solidarietà internazionale, cooperazione e scambio fra la comunità trentina e territori diversi del Sud Est Europa, tra cui c’è anche il Kossovo nel quale è presente dal 1999. Uno dei settori in cui ATB opera è l’area giovani e partecipazione che mira a potenziare la cittadinanza attiva giovanile quale strumento fondamentale di democrazia dal basso a livello locale, regionale ed europeo.
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