#30 UN GIOVANE CHE COMBATTE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

 

une 1I giovani hanno forza e possibilità uniche per poter cambiare il mondo e abbattere le barriere tra le diverse culture. È un compito arduo, difficile, ma non irrealizzabile anche in un paese come il Kosovo, segnato profondamente dal conflitto degli anni ’90. Insieme, differenti ma uniti, i giovani kosovari combattono con il cuore e l’anima per una società senza discriminazioni.

Uno di loro è Vllaznim Krasniqi, il 24enne studente di giurisprudenza appartenente alla comunità egiziana che vive, insieme ai suoi genitori, un fratello e una sorella a 7 Shtatori, il quartiere multietnico di Peja/Peć. Nonostante le avversità e vicissitudini della vita, Vllaznim non ha mai smesso di credere nell’importanza della multiculturalità, uno dei valori fondamentali della sua NGO NPU “Nisma Për Paqe dhe Unitet” (Iniziativa per la pace ed unità).

Vllaznim nasce a Peja/Peć, città che l’ha visto crescere negli anni difficili, segnati dai conflitti tra la comunità serba e quella albanese. “Ho iniziato la scuola elementare “Xhamajil Kada” , che si trova proprio nel nostro quartiere, negli ultimi anni della guerra. Era, credo il 1997.” Racconta tornando indietro nel tempo con il pensiero. Nel 1999, per paura di discriminazioni e soprusi che si verificavano anche nella scuola, il giovane interrompe gli studi per riprenderli poi soltanto dopo la fine della guerra.

Crescendo Vllaznim comincia a rendersi conto delle differenze tra le varie comunità. Gli sembrava che la sua fosse una di quelle più discriminate. Con i compagni di classe non c’era un buon rapporto perché, racconta, aveva paura che parlassero male di lui. Sentire spesso gli insegnanti offendere la sua comunità lo toccava profondamente. Lo tocca, dice con la voce piena di emozione, tutt’ora. Si era, di conseguenza, chiuso in se stesso. Non aveva amici se non alcuni ragazzi che non davano importanza alle sue origini.

Non era facile per un giovane vivere in un clima del genere. Vllaznim aveva provato tanti modi per ritrovare la serenità perduta, aveva praticato vari sport, anche quelli di lotta; tutto, però era inutile. Sennonché un giorno ha realizzato il suo vero sogno, quello di diventare attore, questo gli ha permesso di entrare nel mondo delle associazioni. Sarà proprio l’arte, strumento importante, dice il giovane, che unisce le persone e rompe gli schemi del pregiudizio che portano alla discriminazione, insieme all’impegno umanitario, il punto forte del suo futuro professionale.

Vllaznim entra per la prima volta in contatto con l’Associazione Trentino con i Balcani, all’epoca “Tavolo Trentino con il Kosovo”, partecipando come volontario in operazioni di pulizia della val Rugova in occasione della giornata dedicata all’ambiente. Correva l’anno 2004. Nello stesso periodo, ricorda il giovane, ha seguito anche dei corsi di formazione e workshop.

Nel 2007 nasce l’idea dei Summer Camp in loco e i suoi ideatori, Operazione Colomba e l’attuale ATB, invitano il giovane peiano a unirsi al gruppo di animatori volontari. Vllaznim comincia così il percorso di collaborazione con il Trentino, prendendo parte non solo ai campi estivi ma anche in altre attività durante l’anno. Ricorda il ragazzo: “Dal 2009 faccio il coordinatore dei Summer Camp, in rappresentanza di NPU, nell’anno successivo abbiamo iniziato una collaborazione formale, diventando a tutti gli effetti partner di ATB.”

rsz_img_9034Durante i campi estivi, racconta Vllaznim con i bambini di 7 Shtatori si lavora molto sull’integrazione. A tale scopo si creano dei gruppi misti di comunità diverse per dare la possibilità ai più piccoli di imparare che non esistono differenze tra di loro. “Spesso anche i nostri genitori ci dicono di non stare con gli altri, ma noi riteniamo che è fondamentale avere momenti di condivisione con membri di diverse comunità per conoscersi reciprocamente e andare oltre le nostre diversità.” Sottolinea il ragazzo.

Le due settimane di campi estivi sono di vitale importanza per l’intera comunità kosovara e non solo per i più piccoli, che si divertono insieme e per la prima volta conoscono l’ambiente scolastico. Una volta calato il sipario del Summer Camp le attività che coinvolgono bambini e ragazzi si protraggono durante l’anno. Alcuni dei ragazzi non escono mai dal proprio quartiere. Hanno per fortuna un luogo tutto loro, il centro giovani peiano, dove stare insieme, divertirsi ma anche discutere su tematiche importanti, come ad esempio integrazione e solidarietà.

Mettendoci d’impegno per cambiare le cose si possono raggiungere i risultati però ci vuole tempo. Rispetto al passato, afferma con orgoglio Vllaznim, oggi è aumentato il numero di bambini rom ed egiziani che vanno a scuola e questo favorisce la loro integrazione. I protagonisti di questo cambiamento, spiega il ragazzo, devono però essere molteplici, dalle istituzioni alle associazioni fino al nucleo familiare.

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La sua grande speranza è che l’Europa e le organizzazioni internazionali arrivino a conoscere le idee e i progetti della sua ONG e soprattutto, la realtà in cui Vllaznim vive ed opera. Servono, sostiene, azioni concrete per migliorare la vita di tanti bambini. Per fortuna possono sempre contare sull’appoggio dell’associazione trentina che ha favorito la nascita della NGO di Vllaznim. “L’ATB ha avuto da sempre la fiducia in noi. Se ora abbiamo il nostro ufficio, siamo attivi e portiamo avanti i progetti, lo dobbiamo al Trentino.”

Superare le diversità non è facile. Mettendoci però l’impegno, come lo fa Vllaznim, e il cuore, non da soli ma insieme, si può fare tutto. È un percorso lungo, che richiede il tempo e la voglia di andare oltre alle apparenze. Abbattere i muri di discriminazione creando i ponti d’integrazione e solidarietà è possibile. Ce l’hanno insegnato Vllaznim e i giovani come lui che credono, nonostante tutto, in un Kosovo multiculturale.

di Emina Ristovic e Simone Ciuffi

PROGETTO

Associazione “Nisma Për Paqë dhe Unitet – Iniziativa per la Pace e l’Unita’” (NPU) è un’associazione di giovani animatori volontari di Peja/Pec nata nel 2007 da un gruppo informale sostenuto dall’Associazione Trentino con il Kossovo nell’ambito di un intervento volto a lavorare sulle marginalità sociali e sulle potenzialità dei giovani, promuovendo da un lato l’inserimento scolastico dei bambini, e dall’altro la crescita di un gruppo di giovani animatori locali.

CONTESTO
La città di Peja/Peć si trova nel centro della regione più occidentale del Kosovo, ai piedi delle montagne che si ergono sulla gola della Val Rugova. L’area in cui si trova è di grande interesse storico e geografico e vanta la presenza di importanti simboli delle diverse comunità etniche presenti sul territorio: antiche residenze albanesi (kulle), antiche moschee e il patriarcato ortodosso serbo. Nonostante la guerra sia finita nel 1999, Peja/Peć resta terra di forti differenze. Differenze che richiedono percorsi di elaborazione e trasformazione del conflitto e integrazione sociale, ma che sono anche ricchezze da valorizzare verso la sfida di uno sviluppo consapevole ed integrato.
L’associazione Trentino con i Balcani – ATB coordina le esperienze di solidarietà internazionale, cooperazione e scambio fra la comunità trentina e territori diversi del Sud Est Europa, tra cui c’è anche il Kossovo nel quale è presente dal 1999. Uno dei settori in cui ATB opera è l’area giovani e partecipazione che mira a potenziare la cittadinanza attiva giovanile quale strumento fondamentale di democrazia dal basso a livello locale, regionale ed europeo.
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