#16 QUANDO L’AFRICA INCONTRA IL TRENTINO

DSC_0342rAbdul è mozambicano, sua moglie Nasra è somala, i loro due bambini sono nati e stanno crescendo in Trentino, sulle rive del lago di Caldonazzo. La sua è una storia di migrazione, solidarietà, incontro ed integrazione.

Nato in un villaggio nel sud del Mozambico, Abdul studia storia e geografia per diventare maestro di scuola. Finiti gli studi si trasferisce a Maputo dove, oltre ad insegnare, lavora per l’associazione fondata dalla grande giornalista Lina Magaia, che si prende cura dei bambini di strada nel bairro di Triumph: sono i primi anni Novanta, e gli effetti devastanti della guerra si sentono ancora pesantemente. Per un periodo lavora anche come corrispondente in Mozambico per la radio vaticana. Pur essendo musulmano, ha studiato alla Sacra Famiglia, dove diventa grande amico di un sacerdote brasiliano, che gli insegna a capire la religione cattolica.Grazie ad un programma promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione mozambicano, Abdul ha la possibilità di andare all’estero per proseguire con gli studi. Così, a 25 anni, arriva in Italia: per i primi due mesi frequenta i corsi dell’Università per stranieri di PerKaribaugia, poi si trasferisce a Trento per studiare giurisprudenza. Quello che doveva essere un soggiorno temporaneo a fini di studio, è diventata la sua nuova casa: conosce e si innamora di una ragazza somala, anche lei trasferita in Trentino, si sposano e hanno due bambini.

Abdul ha sempre coltivato e mantenuto vivo il legame con la sua terra di origine, impegnandosi in prima persona per far conoscere l’Africa e il Mozambico. Nei primi anni del suo arrivo a Trento entra in contatto con dei giovani volontari che operano nell’ambito della solidarietà, raccogliendo fondi per sostenere progetti in Africa. Dopo aver collaborato con Sottosopra, adesso è attivo come tesoriere dell’Associazione Kariba, fondata da sua moglie Nasra, che si occupa di sostenere progetti e iniziative solidali in Mozambico e in Somalia. Pur non lavorando più come insegnante, torna volentieri nelle classi per parlare di storia e geografia dell’Africa.

Purtroppo ci dice, da voi in Italia si parla di Africa solo quando ci sono delle guerre. Ma l’Africa non è solo guerra, è molto di più! Da voi si insegnano la storia e la geografia in maniera Euro-centrica, è ovvio che i ragazzi non sappiano nemmeno dov’è il Mozambico! Quando insegnavo a Maputo, partivo dal Mozambico per allargarmi al resto dell’Africa e poi a tutto il mondo, l’Europa, l’America etc. Oltre alla testimonianza attiva, Abdul ha sempre cercato di mantenere vivi i contatti con gli altri africani residenti in Trentino. L’africano quando è fuori zona è sempre un fratello, ci dice. Una volta riuscivano ad incontrarsi una volta al mese e ad organizzare feste africane: adesso, fra lavoro e famiglia, il tempo a disposizione è sempre di meno, e preferisce impegnarlo con volontariato e testimonianze di solidarietà. Grazie anche alla sua partecipazione al Consiglio per stranieri del Comune di Pergine (dove risiede), riesce a mantenere rapporti con altri immigrati, non solo africani. Con l’aiuto di sua moglie Nasra, recentemente hanno organizzato un incontro con la diaspora somala a Pergine, al quale poi si sono uniti altri africani e molti trentini, per una cena di comunità e condivisione.

AbdulIn questi venti anni di vita trentina, Abdul è stato testimone in prima persona dei cambiamenti della società e dell’atteggiamento verso ‘l’altro’ della comunità trentina. Quand’è arrivato qui, all’inizio degli anni Novanta, c’erano pochissimi stranieri: venivi subito etichettato come ‘diverso’ e le persone, soprattutto gli anziani, facevano palesemente fatica ad accettarti perché avevi la pelle di un altro colore. Una volta, ci ha raccontato, vedendolo parlare con altri ragazzi africani, un bambino si è girato pieno di stupore verso sua madre dicendole ‘Mamma, ma sanno anche parlare!‘. Alla domanda se fosse riuscito ad ambientarsi in una regione tradizionalmente un po’ ‘freddina’ come la nostra, ci ha risposto: ‘E’ vero che il Trentino può sembrare un ambiente chiuso, ma quando riesce a capirti, capisci anche tu che la gente di qui è diversa da come te la immaginavi. Il Trentino sta cambiando tantissimo, la gente è molto sensibile alla solidarietà. E’ importante cercare di capire le persone e non fermarsi di fronte alla loro chiusura apparente’.

Nonostante si sia ormai ambientato in Trentino, Abdul sogna di poter tornare un giorno a vivere in Mozambico con la sua famiglia. Lui, a differenza di sua moglie, che non è più potuta tornare in Somalia, riesce spesso a tornare in Mozambico. Quello che gli manca di più stando qui, ci dice, è il calore mozambicano, quella leggerezza, quell’allegria che lì si manifestano in ogni gesto della quotidianità.

di Barbara Zamboni

PROGETTO
Il Mozambico in Trentino è la parte del programma del CAM che mira a far conoscere la cultura mozambicana, a sensibilizzare verso i temi della “cooperazione comunitaria” e a coinvolgere la comunità trentina nelle azioni di cooperazione con il Mozambico. Nelle attività vengono spesso coinvolti anche i mozambicani che risiedono in Trentino, spesso giovani studenti da poco arrivati in Italia o persone che a conclusione degli studi si sono sposate e hanno stabilito la propria famiglia in Trentino.Per conoscere le attività in corso in Trentino visitate il nostro blog http://trentinomozambico.wordpress.com/

Annunci

One thought on “#16 QUANDO L’AFRICA INCONTRA IL TRENTINO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...