#14 GIOVANI E VOGLIA DI CAMBIARE

 

Quando si è giovani, specialmente se nati in uno dei paesi balcanici tristemente noto per via della guerra civile jugoslava degli anni ’90, si ha il desiderio di cambiare il mondo, partendo dalla società in cui si è cresciuti. Crescere in Serbia negli anni ’90 non è stato per niente facile: la guerra civile nei Balcani, la crisi economica, il regime politico opprimente, sono stati aspetti che hanno minato alla base la nostra società ma che, allo stesso tempo, hanno dato a molte persone la forza di reagire e organizzarsi utilizzando gli strumenti della cultura, del buon senso e del pacifismo, racconta Ilija Petronijevic, giovane serbo di 32 anni, da 6 anni coordinatore dell’Associazione Trentino Balcani a Kraljevo.

È proprio nel decennio degli anni 90 che Ilija, assieme ad un gruppo di amici ha deciso di impegnarsi socialmente per chiamare i giovani della sua città a riflettere ed agire per contribuire al miglioramento della società. Così è nata l’Associazione per lo sviluppo culturale di Kraljevo “che si è occupata fin da subito di promuovere l’attivismo culturale attraverso l’organizzazione di eventi: concerti, promozione di libri, incontri, programmi radio e produzioni scritte. Attraverso questo impegno sognavamo di poter contribuire alla trasformazione positiva della nostra comunità locale, criticando gli aspetti che in quel momento credevamo sbagliati”, ricorda Ilija. Proprio in quel periodo, agli inizi del 2000, ci fu il primo contatto con la comunità trentina. Galeotto fu l’incontro tra Emiliano Bertoldi, all’epoca delegato dell’Agenzia della Democrazia Locale della Serbia Centro Meridionale e coordinatore dall’Associazione Trentino con i Balcani (all’epoca Tavolo Trentino con la Serbia) e i giovani attivisti dell’Associazione per lo sviluppo culturale di Kraljevo.

Era un periodo molto duro per l’economia serba ed in particolare per l’economia di Kraljevo, qualche anno prima considerata fiorente, che nel giro di pochi anni ha conosciuto il totale declino economico con la chiusura di due grosse fabbriche e la distruzione di molte infrastrutture causata dai bombardamenti della NATO. Un ulteriore elemento destabilizzante era l’arrivo di numerose ondate di profughi e rifugiati da Bosnia, Croazia e Kossovo che hanno portato la popolazione locale da 90 mila abitanti a 120 mila. Ed è proprio su queste problematiche che si è concentrato Ilija Petronijevic come project manager di ATB: il sostegno all’integrazione socio-economica delle categorie più marginali della società che in quel momento storico erano rappresentati da circa 30 mila persone scappate da contesti di conflitto e guerra civile, e ospitati presso alloggi collettivi temporanei. “Abbiamo fin da subito cercato di individuare i problemi locali più importanti per poi tentare di fornire risposte, seppur con fondi e possibilità non illimitati. Non si trattava di portare soldi e aiuti umanitari, come facevano molte ong, ma di affrontare i veri problemi della società in collaborazione con le istituzioni e le associazioni del luogo.”

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Ilija in compagnia di alcuni agricoltori di Kraljevo per il progetto Microcredito e sviluppo locale

Man mano che l’emergenza umanitaria si faceva meno urgente, Ilija si rendeva conto di altri problemi meno evidenti della popolazione locale: anziani, persone con disabilità mentale e psicofisica, donne escluse dal mercato del lavoro…“Lavorando, negli anni, ho capito che la povertà può avere tante sfumature. In tutti questi anni mi sono sempre occupato di temi molto importanti per la città di Kraljevo. Non sono mancati i momenti di frustrazione, soprattutto, per la difficoltà nel dialogare con le istituzioni locali o per i tanti pregiudizi nei confronti del settore non governativo, molto diffusi in Serbia”. Ilija racconta di essere molto orgoglioso e soddisfatto del lavoro portato avanti fino ad oggi: “E’ un privilegio aver potuto sfruttare le possibilità e le occasioni che il Trentino ci ha offerto per cambiare in meglio la nostra società. Quando iniziò la collaborazione, nel 2001, io avevo soltanto 21 anni e fin da subito ho avuto responsabilità e fiducia per poter lavorare con ATB e proporre molti progetti in diversi settore della vita quotidiana della comunità (integrazione sociale per categorie marginali, promozione delle pari opportunità, animazione della popolazione giovanile, sviluppo dell’economia locale) di collaborare con associazioni locali, di negoziare con le istituzioni locali, di lavorare con i beneficiari con il risultato di influenzare positivamente lo sviluppo locale della mia città.”

Racconta Ilija che suo percorso di crescita è difficilmente separabile dal suo lavoro con ATB: ha iniziato a collaborare quando aveva 21 anni ed oggi, a 32, è ancora il coordinatore locale. “Le cose più belle di questa esperienza di cooperazione sono la fiducia che il Trentino ha riposto in noi giovani di Kraljevo, la possibilità che abbiamo avuto nel contribuire allo sviluppo della nostra città, ed i rapporti di amicizia che abbiamo stretto con i colleghi, i volontari e gli amici trentini”.

Oggi Ilija, oltre ad essere il coordinatore locale di ATB è membro attivo dell’Associazione Fenomena, che da vari anni combatte un’altra importante battaglia: quella contro la violenza domestica, un problema molto radicato nella società balcanica. “Arrivare ad una reale situazione di pari opportunità tra uomini e donne in tutti i settori della vita sociale, culturale ed economica in Serbia è ancora un miraggio, quando questo avverrà ci saranno conseguenze positive per l’intera società serba”.

“Nel tempo sono cambiate molte cose nella regione balcanica e c’è una nuova realtà che comincia ad avvicinare e non più a  non più separare la gente. Con l’apertura delle frontiere e la possibilità di viaggiare liberamente nei Balcani si sono create nuove sinergie e possibilità per la cooperazione, che contribuiranno sicuramente a rendere la società più aperta ai cambiamenti e più dinamica. Una società che non escluda chi è diverso. Una società che ha visto crescere dei giovani pieni di entusiasmo e grinta, proprio come Ilija, che sono sempre entusiasti di lavorare attivamente per migliorare la società in cui vivono”.

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di Emina Ristovic

CONTESTO 
La Municipalità di Kraljevo è situata nel centro sud della Serbia, nella regione di Raška. È la più grande municipalità della repubblica di Serbia, con un territorio pari a 1.529 km2, che comprende 92 insediamenti, all’interno delle quali abitano circa 124.000 persone, la metà delle quali nel centro urbano di Kraljevo. La posizione geografica di crocevia vanta una grande ricchezza naturale, culturale e storica, in primis il Monastero di Studenica e la Biosfera Unesco. I conflitti degli anni Novanna hanno profondamente segnato quest’area della Serbia. Un passato difficile, la necessità di ricostruire un’economia distrutta da anni di embargo e di crisi economica, ma con una società civile che si organizza per superare le difficoltà del passato e il nazionalismo diffuso.
PROGETTO
Le prime iniziative proposte dal Trentino in Serbia, nel 2001, erano mirate principalmente a rispondere ai bisogni immediati della popolazione colpita da une crisi economica più che decennale, dalle sanzioni economiche, dai bombardamenti NATO e da una serie di ondate di Idp’s e profughi che negli anni novanta hanno portato a Kraljevo circa 30mila nuovi abitanti (su una popolazione iniziale di 90mila). Le categorie più marginali e quindi target delle iniziative erano profughi e sfollati, donne, anziani e bambini. Successivamente, grazie ad una positiva collaborazione con associazioni ed istituzioni locali, il ATB ha promosso una serie di attività nell’ambito dello sviluppo locale, delle pari opportunità e dell’integrazione socio-economica di anziani e disabili. Negli anni anche le relazioni istituzionali sono cresciute tanto che la città di Kraljevo, nel 2009 contribuisce significativamente ai progetti realizzati da ATB e dai partner locali. Dal 2012 oltre alle attività concentrate nella città di Kraljevo, l’Associazione Trentino con i Balcani è promotrice del progetto Mental Health ParTN&Rs, con l’obiettivo di lavorare con alcune istituzioni psichiatriche serbe ed istituzioni locali per fornire loro assistenza e formazione nel percorso di riforma del sistema di salute mentale della Serbia.
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