#37 IL BANDOLO DELLA MATASSA

Alzira rAlzira, cioè Maria Alzira da Silva, ha 59 anni, ma come tanti Mozambicani adulti, cresce, si forma, impara e cerca di migliorare la sua vita, quasi fosse una ventenne che studia all’università o che si impegna nel suo primo impiego. La storia di una mamma ed una vedova che diventa, grazie al suo carattere ed alla voglia di mettersi in gioco, una collaboratrice amministrativa insostituibile e capace di risolvere tanti problemi, inclusa la scoperta di una malattia cronica.

Alzira ha quattro figli, tre nipoti, ed il ricordo di un marito che amava molto, scomparso ormai più di dieci anni fa. Per molti anni, dopo la chiusura dell’azienda per cui lavorava, la famiglia e la casa sono state il centro della sua vita, con l’affetto di un marito che l’ha sempre sostenuta nel suo ruolo di casalinga, senza farle mai mancare nulla. “A volte mi portava delle sorprese, come un vestito nuovo, oppure un paio di scarpe: le calzavo ed erano perfette, riusciva sempre ad indovinare la misura, verificando la lunghezza sul palmo della sua mano”.

Grazie alla famiglia poi, alla morte del marito, per Alzira si apre una nuova opportunità: una delle figlie infatti, Ucelia,  studentessa a Trento, diventa amica di Jenny, che è dapprima responsabile del progetto del CAM a Trento ed in seguito la coordinatrice in Mozambico. Alzira aveva “adottato” Jenny come una figlia a Beira e i genitori di Jenny in Italia avevano “adottato” Ucelia come figlia: non c’era una settimana che i tre non si incontrassero a Trento. A quel tempo il CAM, dopo aver condiviso per alcuni anni una stanza ed un ufficio presso un’altra ONG, prese una casa in affitto per farne la sede dell’ufficio di Beira e poter ospitare i collaboratori, i volontari e le persone che venivano in missione. Per  questo c’era bisogno di qualcuno che si occupasse della casa: Jenny chiese ad Alzira che accettò.

Inizialmente il compito di Alzira era di tenere pulita la casa e di gestire la posta, curando la casa-ufficio di Beira dove a volte lavora da sola per settimane, dato che la sede del CAM è lontana, nel distretto di Caia. Con il tempo però il suo ruolo ha acquisito sempre più responsabilità, fino ad occuparsi di trattare moltissima documentazione ufficiale, girando per gli uffici provinciali per tutte le pratiche del CAM.  Oltre a questo si occupa ancora della corrispondenza, ma ora ha imparato ad usare skype ed il pc ed ora quando arriva una lettera la anticipa via mail al CAM a Caia. Se poi c’è un imbroglio burocratico ha il sorriso e la pazienza adatti per insistere fino a trovare il bandolo della matassa. È instancabile!

Ama il suo lavoro e le piace essere attiva ed essere utile. La soddisfazione maggiore le viene quando riesce risolvere una questione molto importante per il CAM, così si sente utile e parte del tutto con il Consorzio. Le cose si complicano invece quando si sovrappongono troppi lavori da fare: quando viene a Beira un grosso numero di persone e, oltre ad occuparsi della casa, Alzira deve anche girare per uffici per consegnare lettere o risolvere una questione spinosa di vitale importanza per le attività del CAM. Per il resto le piace tutto: sa perfettamente come muoversi, tutti la conoscono e si sente a suo agio nel suo ruolo. Conosce i luoghi e le persone chiave e sa che questa è una cosa molto importante per la realizzazione delle attività e la soluzione dei problemi…anche perché senza conoscenze è difficile, soprattutto nelle istituzioni, ottenere facilmente qualcosa, anche una semplice firma.

L’unica cosa che chiede ora, per migliorare il suo lavoro è una lavatrice: comincia ad essere pesante per lei lavare tutte le lenzuola, le coperte e gli asciugamani a mano, soprattutto nel periodo di grosso afflusso di gente e questo per lei sarebbe un gran aiuto. 

Sede di BeiraDa poco ha scoperto di avere il diabete: è stata un piccolo colpo perché non è stato semplice imparare a gestire questa malattia, soprattutto all’inizio, ma ora sta già adeguandosi alle nuove forme di vita e di alimentazione. “I problemi di salute ti fanno capire che quello che desideri è la tua vita, circondata dagli affetti, dagli interessi, dal lavoro e da tanti nipoti” dichiara. Il suo desiderio massimo ora è di continuare così, in salute e in serenità: magari riuscendo anche un giorno a  prendere un aereo e andare in Italia, dove non è mai stata, e a trovare sua figlia e il piccolo nipote che non ha mai visto di persona ma solo via skype o foto.

intervista di Paola Primavera

PROGETTO
Da oltre dieci anni il CAM interviene nel distretto di Caia, in Mozambico, con un progetto multisettoriale di cooperazione comunitaria, sviluppando una lunga e ricca amicizia tra il Trentino e la Provincia di Sofala. Gli interventi vengono coordinati da una equipe di espatriati che include responsabili di settore e un coordinatore generale, i quali operano stabilmente da Caia ma con frequenti spostamenti nel capoluogo provinciale, la cittadina di Beira. Da alcuni anni si sta avviando un intenso lavoro di formazione del personale locale e rafforzamento nella gestione, con l’obiettivo di “alleggerire” un po’ alla volta la presenza diretta passando tutte le attività ad una conduzione autonoma locale.

www.trentinomozambico.org

 

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