#35 TUYET: LA MIA VITA PER LA COMUNITA’

Mr TuyetLe strade vietnamite ti accolgono con una miscela sorprendente di colori ed odori così intensi da coprire perfino il chiacchiericcio incessante delle persone che contrattano, chiedono, urlano e ridono a tutte le ore del giorno. Il vociare è perenne, incontrollato ed incontrollabile. Ogni centimetro è abitato. La strada è viva.
Ed è proprio in fondo alla strada del mercato della cittadina di An Chau che si trova il bazar di Tran Thi Thuyet, l’energica ex Presidentessa dell’Unione delle Donne dell’omonimo comune. Mi guardo attorno e penso che si potrebbe trovare di tutto in questo piccolo negozietto, un po’ come nei nostri caotici alimentari di paese tanto diffusi fino a qualche anno fa. Ci accomodiamo in quello che dovrebbe essere un piccolo salottino, mi guardo attorno e scorgo alcuni letti, un armadio ed un televisore, ed improvvisamente non capisco più se ci troviamo in casa di Tuyet o nel suo negozio. Qui, come nella maggior parte delle botteghe vietnamite, il confine tra attività commerciale ed abitazione svanisce e tutto diventa un unico ambiente di vita.“Mi trasferii con la mia famiglia qui ad An Chau Town nel 1953; i miei genitori decisero di cambiare città dopo che la nostra casa, costruita sulla riva di un fiume, subì numerose inondazioni. Lasciammo il nostro paese d’origine, Hai Duong, e raggiungemmo altri parenti a Son Dong e così che ebbe inizio la mia vita qui. I miei genitori, contadini da generazioni, quando si trasferirono qui cominciarono a guadagnarsi da vivere producendo mattoni per il Governo. Successivamente costruirono una fattoria per l’allevamento di animali, la coltivazione di verdure ed alberi da frutto”. Primogenita di una famiglia molto numerosa, Tuyet dedicò la sua adolescenza ad accudire i fratelli minori, ma così facendo non le rimase tempo per lo studio. Il desiderio di conoscenza, però, l’accompagnò fino a che, eletta Presidentessa dell’Unione delle Donne, ebbe la possibilità di frequentare dei corsi per l’ottenimento del diploma superiore. Ma questo avvenne parecchi anni dopo, quando i suoi figli erano già cresciuti e la sua attuale attività economia già ben avviata.IMG_1827_2“Quando avevo 19 anni decisi di arruolarmi nell’esercito, era il 1976. Fu in quel periodo che conobbi mio marito e ci innamorammo. Lavoravamo insieme, eravamo responsabili del settore intrattenimento dell’esercito. Trascorrevamo molte ore chiacchierando e dopo qualche tempo capimmo che qualcosa stava nascendo. Ci innamorammo e nel 1980 decidemmo di sposarci. Un anno più tardi nacque la nostra prima figlia, e qualche anno dopo eravamo già in cinque! Crebbi da sola i miei figli perché mio marito continuò a lavorare per l’esercito per ben 34 anni. Ma sono soddisfatta perché ora che ho quasi sessant’anni posso dire di aver dato ai miei figli tutto ciò di cui avevano bisogno. Tutti e tre hanno frequentato l’Università ed ora si sono realizzati, sono molto fiera di loro”. All’inizio degli anni ’80 Tuyet tornò ad An Chau e riprese ad occuparsi della sua famiglia. Ma non trascurò l’impegno civico che gli anni nell’esercito le avevano infuso. Iniziò a collaborare con il Comitato dei giovani del paese e si avvicinò alle iniziative dell’Unione delle Donne del suo Comune. L’impegno e la passione che Tuyet mise in queste attività furono tali che cominciarono ad arrivarle numerosi riconoscimenti da parte delle autorità locali, fino alla candidatura come Presidentessa dell’Unione delle Donne: “Avevo 43 anni e molta esperienza alle spalle. Ma ricordo come fosse ieri l’emozione che provai quando venni eletta Presidentessa. Non potevo crederci e subito ebbi paura di non essere all’altezza del compito che mi era stato assegnato. Invece adesso se mi guardo attorno vedo che la comunità mi è riconoscente per il lavoro svolto, tanto che alla cerimonia di congedo molte persone mi hanno chiesto di proseguire il lavoro in via informale”. L’unione delle Donne è un’organizzazione di massa diffusa su tutto il territorio vietnamita allo scopo di proteggere i diritti di donne e bambini. Attraverso la sua diffusione capillare l’Unione delle Donne ha il compito di prevenire episodi di violenza domestica o discriminazione, di segnalare situazioni di povertà o problematiche sociali rilevanti. “Noi abbiamo la nostra voce e dobbiamo farla sentire. Per questo dal 2006 collaboro con l’Associazione GTV nell’ambito del programma Sostegno A Distanza per migliorare la situazione delle famiglie in difficoltà del mio villaggio. Cerchiamo di assicurare ai bambini la possibilità di andare a scuola, di imparare cose nuove e crescere. Penso che l’educazione sia estremamente importante, specialmente per i bambini e i ragazzi che vivono nelle zone rurali o marginali. Attraverso l’educazione e l’istruzione i ragazzi possono migliorare la propria vita e sperare in un futuro migliore, con più possibilità. Anche se coltivi verdure o allevi animali devi avere le conoscenze necessarie per farlo, altrimenti non otterrai mai buoni risultati. Per questo è importante studiare e continuare ad approfondire le proprie conoscenze. Per qualsiasi attività tu voglia fare nella vita, è necessario avere un certo bagaglio di conoscenze e competenze”.Mentre Tuyet racconta della sua esperienza con l’Unione delle donne mi guardo attorno e la mia attenzione viene catturata da una serie di fotografie ingiallite appese alle pareti della sua casa- negozio. Ritraggono Tuyet ed altri membri della famiglia nel corso degli anni. C’è una foto che mi colpisce in particolare: Tuyet, poco più che ventenne, sorride con una chitarra in mano. “Avevo tanti sogni e posso dire di averli realizzati. Ora sono una nonna e cerco di trasmettere ai miei nipoti la speranza per il futuro. Spero che il Vietnam possa svilupparsi come gli altri Paesi del mondo e che la qualità della vita migliori sempre più. Sono preoccupata che possano esserci altre guerre, non voglio che le future generazioni debbano soffrire e perdere i loro cari a causa della guerra. La pace è il mio sogno più grande”.
di Anna Brian

CONTESTO

La provincia di Bac Giang, che comprende il distretto di Son Dong, è una delle più povere del Vietnam. Le condizioni di vita di molti bambini nati qui sono difficili: oltre ad essere un territorio che vive di agricoltura di sussistenza, la zona, al confine con la Cina, è afflitta dalla piaga del traffico di esseri umani. Accade spesso che giovani donne vengano rapite dalla malavita locale, in accordo con quella cinese, per essere costrette a matrimoni forzati o inserite nel circuito della prostituzione estera. I bambini che restano senza madre sono spesso molto piccoli e, in molti casi, questo li porta a venire abbandonati anche dal padre. Si ritrovano quindi orfani, insieme ai fratelli. La comunità cerca di aiutarli: i vicini di casa, o qualche parente, accolgono i bambini in casa , ma essendo a loro volta estremamente poveri hanno bisogno, per poter sfamare una persona in più, che una persona in più lavori nei campi insieme a loro. Quello che succede, quindi, nella maggior parte dei casi, è che i bambini non possano andare a scuola per aiutare la famiglia durante il giorno. Un altro grosso problema è che la dieta, in queste zone, comprende quasi solamente riso, provocando gravi disturbi di malnutrizione, risentiti in maniera particolare proprio dai bambini.
PROGETTO
Il Sostegno a Distanza di GTV è realizzato in forma personale e rivolto ad un solo bambino. Con 240 euro all’anno il bambino sostenuto può usufruire di 80 g di riso, che vengono consegnati alla famiglia per garantire i pasti completi di ogni giorno e per sopperire alle mancanze causate da una persona in meno al lavoro nelle risaie; di un check up medico periodico; del pagamento delle tasse e del materiale scolastico; di nuovi abiti e di accessori per l’igiene personale.
Con un ulteriore contributo di 60 euro all’anno, alla famiglia o ai tutori del bambino sostenuto viene offerta la possibilità di far parte dei club creati da GTV con l’intento di offrire cicli di formazione specifica in tema di malnutrizione, sicurezza alimentare e contabilità di base, per dar loro accesso ad un fondo di microcredito, attraverso il quale realizzare investimenti fondamentali per un miglioramento a lungo termine della loro condizione, rendendoli autonomi. Per maggiori informazioni visita il nostro sito: www.gtvonline.org
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