#18 UNA SORGENTE DI SOLIDARIETA’

fitore1Kosovo, una terra di forti differenze e contrasti. Aspetti che richiedono percorsi di elaborazione del conflitto ed integrazione sociale. Ma che sono anche ricchezze da valorizzare verso la sfida di uno sviluppo consapevole ed integrato. Un paese giovane che cerca di ripartire dopo il conflitto ma che si trova a fare i conti con molte difficoltà e differenze. Kosovo, che come molti altri paesi, non si è ancora organizzato per dare sostegno e permettere l’integrazione della popolazione disabile. È in questo clima che nel 2000 nasce a Peja/Pec il Centro per una vita indipendente, un centro socio educativo che ospita circa 30 ragazzi portatori di handicap psicofisico, ai quali offre la possibilità di stare in compagnia, di imparare tante cose ma soprattutto di avere una vita normale imparando ad essere indipendenti. A occuparsi di loro, c’è Fitore Haxhihasani, una donna kossovara di 39 anni piena di entusiasmo e voglia di aiutare il prossimo, la coordinatrice, che con il suo team dedica le sue giornate ai giovani utenti ed alle attività dell’associazione.Fitore ha sempre vissuto a Peja/Pec, a parte una breve parentesi, durante il conflitto del 1999 quando come molti altri kossovari albanesi ha trovato ospitalità in Albania nel campo profughi Dinamo a Tirana. Lì ha incontrato per la prima volta alcuni rappresentanti dell’ong italiana Comunità Internazionale di Capadarco di Roma, che ha poi ritrovato a Peja/Pec al termine del conflitto. Da subito assieme a CICA, ha iniziato ad impegnarsi in iniziative di tipo umanitario per aiutare la popolazione locale a riprendere la propria quotidianità.storia Fitore ATB (8)

Fitore ripercorre alcuni episodi della sua vita, tentando di ritrovare il momento in cui decise di dedicare la sua vita alle persone disabili. “Ho iniziato la scuola presto, a 5 anni e mezzo. Ero molto brava e ottenevo sempre il massimo in quasi tutte le materie. Avevo molti amici, non solo della comunità albanese ma anche di quella serba ed egiziana. Purtroppo, però, quando ho iniziato la scuola secondaria, sono iniziati le tensioni di natura politica ed etnica.” Non ricorda esattamente il periodo e le motivazioni, ma da allora, racconta vennero presi i primi provvedimenti per separare gli studenti della comunità albanese da quella serba. Gli uni andavano a lezione in mattina, gli altri nel pomeriggio. In quel periodo la sua famiglia gestiva un negozio dove Fitore lavorava come commessa. Oltre al gelo che era calato tra le due comunità che fino ad allora avevano convissuto civilmente, Fitore si accorse dell’esistenza di alcune persone che non erano accettate ne da una parte ne dall’altra e per cui nessuna istituzione promuoveva percorsi di integrazione: le persone con disabilità psicofisica. Fino ad allora, i giovani con problemi psicofisici erano chiusi in casa e a occuparsi di loro c’era solo la famiglia. Ogni bambino aveva sempre la stessa diagnosi, ritardo mentale, e come tale non poteva andare a scuola o inserirsi nel mondo del lavoro.

Così, nel 2001, grazie al contatto con CICA ed all’aiuto della Cooperativa Gruppo 78 di Volano (Rovereto-Trento) Fitore inizia un percorso che la porterà a diventare educatrice e coordinatrice del Centro per una Vita Indipendente, unico centro socio educativo nel suo genere nella città di Peja/Pec e pioniere per tutto il Kossovo. La collaborazione con il Trentino inizia quindi subito grazie all’impegno dei volontari e degli operatori della Cooperativa Gruppo 78, uno dei soggetti promotori del Associazione Trentino con i Balcani (all’epoca Tavolo Trentino con il Kossovo). “Se non fosse stato per l’aiuto di Gruppo 78 prima e di ATB poi, il centro non sarebbe sopravvissuto tutti questi anni” sostiene Fitore con fermezza. Vista la situazione economica del Kosovo, il budget della municipalità di Peja/Pec a disposizione del centro non è sufficiente per coprire le spese di struttura, delle attività e dei materiali necessari alle iniziative promosse. Il costo annuale del centro si aggira attorno ai 40 mila euro, di cui il 50% è coperto dai finanziamenti di Municipalità ed ATB mentre l’altra metà è incerta e dipende dalle donazioni private locali e internazionali

storia Fitore ATB (6)

Ogni giorno circa 25 ragazzi, appartenenti alle diverse comunità presenti in Kossovo (albanesi, serbi, egiziani ed altre minoranze) frequentano le molte iniziative del centro: lezioni di ABC, attività artistiche, attività ludiche, preparazione del pranzo e pulizie della struttura… Ci sono casi gravi e meno gravi. Alcuni, con il tempo, diventano indipendenti e lasciano il centro perchè riescono a trovare un piccolo impegno che permette loro di aiutare il sostentamento delle proprie famiglie.

“I bambini non hanno colpe per quello che succede nel luogo in cui vivono. A noi non importa il colore della pelle e l’appartenenza nazionale degli ospiti. Quello che conta è se e come possiamo aiutarli.”

Di recente, grazie al coordinamento di ATB ed al sostegno del Comune di Rovereto, due operatrici del Centro Socio Educativo Foglie di Primavera della Cooperativa Villa Maria di Lenzima (Rovereto), sono state ospiti presso il Centro per una Vita Indipendente per gestire una formazione sulla lavorazione e produzione di manufatti artigianali dedicata alle operatrici ed agli utenti. Questa iniziativa è nata con un duplice obiettivo: quello di ampliare le abilità e le competenze del CVI e dei suoi utenti nell’ambito della creazione di oggetti di artigianato e gettare le basi per aprire, attraverso la vendita di questi manufatti, possibili fonti di autofinanziamento per il centro stesso.

Il lavoro che Fitore porta avanti con orgoglio e convinzione da più di dieci anni è molto importante sia per gli utenti che per i loro famigliari. E’ però anche un forte messaggio di convivenza pacifica e costruttiva ed un esempio che, anche dove la vita è difficile, la situazione economica e politica sono molto precarie, è possibile pensare ai meno fortunati nella convinzione che il benessere e la pace di una comunità si costruiscano a partire dal benessere e dalla libera espressione del singolo cittadino.

storia Fitore ATB (3)storia Fitore ATB (2)storia Fitore ATB (1)

Foto della formazione al CVI gestita dalle operatrici della Cooperativa Villa Maria, marzo 2013.

Di Emina Ristovic

www.trentinobalcani.wordpress.com

 

PROGETTO
ll Centro socio-educativo “Centro per una Vita Indipendente” e’ un centro diurno per bambini ed adulti con disabilita’ mentali e dello sviluppo, di tutte le comunità residenti in Kossovo, che offre i suoi servizi fin dal 2000.
Ha sede a Peja/Pec e mira a: fornire agli utenti i necessari strumenti per vivere la loro vita in maniera indipendente ed autonoma; contribuire ad insegnare una convivenza priva di contrasti con la disabilita’ alleviando le famiglie stesse ed apportando alla comunità kosovara importanti valori sociali rispettosi dei diritti umani; fornire ai ragazzi ed alle ragazze le conoscenze e le capacita’ necessarie per permettere loro di contribuire alle attività quotidiane che si svolgono all’interno della loro casa in modo da diventare membri partecipi della società; rafforzare la loro autostima ed incrementare l’attività fisica in un ambiente altrimenti sedentario.
CONTESTO
La città di Peja/Peć si trova nel centro della regione più occidentale del Kosovo, ai piedi delle montagne che si ergono sulla gola della Val Rugova. L’area in cui si trova è di grande interesse storico e geografico e vanta la presenza di importanti simboli delle diverse comunità etniche presenti sul territorio: antiche residenze albanesi (kulle), antiche moschee e il patriarcato ortodosso serbo. Nonostante la guerra sia finita nel 1999, Peja/Peć resta terra di forti differenze. Differenze che richiedono percorsi di elaborazione e trasformazione del conflitto e integrazione sociale, ma che sono anche ricchezze da valorizzare verso la sfida di uno sviluppo consapevole ed integrato.
L’associazione Trentino con i Balcani – ATB coordina le esperienze di solidarietà internazionale, cooperazione e scambio fra la comunità trentina e territori diversi del Sud Est Europa, tra cui c’è anche il Kossovo nel quale è presente dal 1999. Uno dei settori in cui ATB opera è l’integrazione socio economica di persone che vivono in situazione di marginalità: disabili, anziani, persone indigenti, minoranze, persone con disagio mentale, persone con difficoltà di inserimento nella vita sociale ed economica della città. E’ tra questi interventi che si colloca il progetto di sostegno al Centro per una vita indipendente.

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